L' attività clinica è orientata al trattamento delle seguenti problematiche:

difficoltà INDIVIDUALI

difficoltà DI COPPIA

difficoltà FAMILIARI

L' obiettivo terapeutico è quello di dar voce e significato alla sofferenza, individuare e comprendere le cause che generano e/o alimentano i disturbi e a promuovere lo sviluppo e l'utilizzo di risorse personali per stare meglio con sè stessi e gli altri.

L’intervento clinico più idoneo ai bisogni e alle problematiche portate dalla persona/coppia/famiglia viene valutato nei primi incontri (di solito due o tre) attraverso l’analisi delle aspettative relative alla terapia, la reale motivazione ad intraprendere un lavoro impegnativo e gli obiettivi raggiungibili.

I modelli teorici che guidano l’attività terapeutica sono l'orientamento sistemico relazionale simbolico esperienziale e il modello psicodinamico.

In sintesi, l'orientamento sistemico relazionale  considera  l’individuo come frutto delle sue esperienze relazionali, siano esse collocabili in ambito familiare, nella coppia o nel contesto di lavoro. Ne consegue che ogni disagio sarà interpretato come esito di esperienze relazionali non funzionali e non adattive. I sintomi e il disagio di un individuo, di una coppia e di una famiglia sono il risultato di un intersecarsi complesso dell’ esperienza soggettiva, della qualità delle relazioni interpersonali più significative e delle storie intergenerazionali. I sintomi sono, dunque, un segnale di un adattamento non riuscito rispetto alle richieste di cambiamento provenienti dall’ ambiente e necessarie per affrontare una specifica fase evolutiva, creando blocchi evolutivi, espressione di sofferenza emotiva e psicologica.

L’approccio psicodinamico, invece, analizzando la complessità del mondo interno individuale (costituito dall’insieme dei vissuti, dalle rappresentazioni del mondo esterno, dagli stili relazionali) e il mondo esterno della persona (aspetti di realtà della vita del paziente, rapporti interpersonali) cerca di risalire alle cause, più o meno profonde, che determinano il disagio. Considerando che gran parte della vita psichica è “inconscia”, ossia non consapevole, una parte del lavoro psicoterapico dunque è volto a recuperare, portando alla coscienza, vissuti emozionali, sensazioni e stati affettivi che accompagnano o hanno accompagnato il vissuto di eventi attuali o passati e possono creare disturbi o limitazioni del funzionamento personale e psicologico.

Per concludere, l’approfondimento della relazione tra l’individuo e il suo mondo interno e tra individuo e i suoi diversi contesti relazionali di appartenenza permette di promuovere strategie cliniche orientate sia verso la risoluzione di quadri sintomatici sia verso lo sviluppo di una conoscenza di sé focalizzata su aspetti più profondi legati al funzionamento della persona stessa.